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MACERATINI GIULIO

 

Parlamentare della Repubblica. Come militante delle organizzazioni neofasciste italiane, negli anni Sessanta e Settanta ha avuto un ruolo importante nella strategia della tensione. Dirigente dapprima, a partire dal 1960, di un gruppo neonazista e antisemita chiamato Gioventù mediterranea, in stretta relazione con il gruppo Avanguardia nazionale giovanile di Delle Chiaie, Maceratini è poi diventato dirigente di Ordine nuovo, l'organizzazione di Pino Rauti. Quando le due organizzazioni eversive di Delle Chiaie e Rauti si riuniscono nel Fronte nazionale, in vista del golpe di Junio Valerio Borghese del 1970, Giulio Maceratini è nominato da Borghese dirigente giovanile del Fronte. Due anni prima, nel 1968, era tra i giovani che parteciparono a un famoso viaggio "di studio" nella Grecia dei colonnelli. Maceratini fu poi, secondo una testimonianza al processo di piazza Fontana, uno dei responsabili dei campi paramilitari neofascisti in Italia. Intervistato da Paolo Biondani sul Corriere della sera nel dicembre 2002, il neofascista Martino Siciliano ha dichiarato: «Ho sentito con le mie orecchie Rauti e Maceratini spiegare che dovevamo passare all’eliminazione fisica degli avversari politici».

 

MARTINO ANTONIO

 

Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, al proporzionale, nelle liste di Forza Italia. Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2, scoperte nel 1981: aveva presentato la domanda d'iscrizione, poi non perfezionata. Martino ha sempre negato, ma nei documenti P2 c'è una domanda d'iscrizione da lui stesso firmata, con data 6 luglio 1980, e la testimonianza del "fratello" presentatore, il collaboratore di Licio Gelli Giuseppe Donato. E' ministro alla Difesa.

 

MICCICHE' GIANFRANCO

 

Viceministro dell'Economia, uomo forte di Forza Italia in Sicilia. Più volte è stato sfiorato da sospetti di rapporti con uomini di Cosa nostra. Il boss Mario Fecarotta, arrestato perchè prestanome di Riina, lo ha chiamato al telefono 38 volte in due mesi, chiamandolo Gianfrancuccio e chiedendogli aiuto per un appalto. Miccichè è stato anche coinvolto in una brutta storia che ha a che fare con la cocaina: uno spacciatore siciliano, poi arrestato, lo andava a trovare fin dentro il ministero. Forse per questo in Sicilia parlavano di lui come di "uno che ha naso"

 

MUSOTTO FRANCESCO

 

Presidente della Provincia di Palermo. Avvocato, ex socialista, passa a Forza Italia. Arrestato per mafia, perché nella sua casa di campagna viene ospitato un boss mafioso latitante. Assolto. Dopo la morte di Falcone, l'assessore al Turismo della sua giunta, su sua sollecitazione e col suo consenso, dichiara: «Stiamo valutando, attraverso lo studio di statistiche, la possibilità di dimostrare che a causa della strage di Capaci il flusso turistico in provincia di Palermo ha subito un calo e quindi un danno economico». Fa pubblicare sui giornali siciliani comunicati in occasione delle commemorazioni della strage di Capaci in cui non compare mai la parola mafia

 

PALMA NITTO

 

 

Deputato della Repubblica. Avvocato siciliano, esponente di Forza Italia. Nino Giuffrè, l’ultimo dei “pentiti”, lo cita tra i politici in contatto con Cosa nostra. Dopo un’intervista di Giuseppe Lumia critica nei confronti del deputato forzista Nino Mormino, Nitto Palma dichiara: «All’inabissamento della mafia sarebbe utile succedesse anche l’inabissamento di una certa parte dell’antimafia». Sua è la proposta di tornare all’immunità parlamentare, abrogata nel 1993

 

 

SODANO CALOGERO

 

Parlamentare UDC. Già sindaco di Agrigento condannato in via definitiva ad un 1 anno e 6 mesi per abuso di ufficio finalizzato a favorire i costruttori abusivi in cambio di favori elettorali.

 

 

 


 

 

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